Con l’entrata in vigore della riforma dello sport e l’istituzione del lavoro sportivo dilettantistico, il tema dell’IRAP è tornato al centro dell’attenzione per molte ASD e SSD. Una delle novità più rilevanti riguarda l’introduzione di un’esenzione specifica: i compensi fino a 85.000 euro annui per ciascun collaboratore sportivo non concorrono alla base imponibile IRAP.
Ma cosa significa davvero questa esenzione? Come si applica? E conviene comunque presentare la dichiarazione IRAP?
<b>La norma: cosa prevede il D.Lgs. 36/2021</b>
L’articolo 36, comma 6, del D.Lgs. 36/2021 stabilisce che:
“I compensi erogati a ciascun collaboratore sportivo, nell’ambito del dilettantismo, fino al limite annuo di 85.000 euro, non concorrono alla formazione della base imponibile IRAP.”
Questa disposizione è stata recepita nelle istruzioni ufficiali IRAP 2025, relative all’anno d’imposta 2024, ed è destinata ad avere un impatto concreto sulla fiscalità degli enti sportivi dilettantistici.
<b>Cosa significa in pratica</b>
Se un collaboratore sportivo percepisce 40.000 € in un anno, l’intero importo è escluso dalla base IRAP.
Se percepisce 90.000 €, solo i 5.000 € eccedenti la soglia saranno inclusi nel calcolo dell’IRAP.
L’esenzione vale per ogni singolo collaboratore: non è una soglia cumulativa per l’ente, ma individuale.
<b>Attenzione alla struttura organizzativa</b>
Anche se l’esenzione riguarda i compensi, resta il principio generale dell’IRAP: l’imposta si applica solo se c’è un’attività autonomamente organizzata.
Pertanto, anche in presenza di compensi esclusi dalla base IRAP, un ente potrebbe essere comunque tenuto a presentare la dichiarazione se:
- ha una sede organizzata,
- ha più collaboratori strutturati,
- utilizza strumenti e risorse stabili,
- svolge l’attività con continuità e sistematicità .
<b>Quando va presentata la dichiarazione IRAP?</b>
Secondo le istruzioni IRAP 2025:
Se il periodo d’imposta coincide con l’anno solare, la dichiarazione va presentata entro il 31 ottobre 2025, esclusivamente in via telematica.
Anche in assenza di imposta dovuta, la presentazione della dichiarazione a zero è consigliabile per evitare futuri rilievi o sanzioni.
Per le SSD (Società Sportive Dilettantistiche con forma societaria) in possesso di partita IVA, la presentazione della dichiarazione IRAP è obbligatoria, anche se l’imposta non è dovuta.
La stessa Agenzia delle Entrate considera il solo possesso della P.IVA un elemento sufficiente a configurare l’obbligo dichiarativo.
<b>Esempio pratico</b>
L’ASD “Atletica Libera” ha 3 collaboratori sportivi:
- Mario: 12.000 €
- Laura: 20.000 €
- Giulia: 40.000 €
Totale compensi: 72.000 € → nessuno dei collaboratori supera la soglia degli 85.000 €
Risultato: nessun importo da includere nella base IRAP.
Tuttavia, se l’ASD dispone di una sede stabile, attrezzature, e svolge l’attività in modo continuativo, è prudente comunque presentare la dichiarazione IRAP, anche a zero.
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<b>Conclusione</b>
La soglia degli 85.000 euro rappresenta un'opportunità concreta per gli enti sportivi dilettantistici di alleggerire il carico fiscale legato all’IRAP. Tuttavia, non deve indurre a trascurare gli obblighi dichiarativi.
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