Con l’invio della Certificazione Unica 2026, molte associazioni e società sportive dilettantistiche si trovano a gestire uno degli aspetti più delicati della riforma del lavoro sportivo: la corretta indicazione dei rimborsi spese forfettari.
La normativa prevede infatti una disciplina particolare per queste somme, che spesso genera confusione.
Il punto fondamentale da chiarire è il seguente: i rimborsi spese forfettari non costituiscono reddito, ma devono comunque essere indicati nella Certificazione Unica?
Cosa dicono le istruzioni della CU 2026
Le istruzioni ufficiali della Certificazione Unica 2026 prevedono un campo specifico per i rimborsi spese forfettari.
In particolare, al punto 55 è indicato che devono essere riportati:
gli importi dei rimborsi spese forfettarie che, anche se non costituiscono reddito, concorrono sia al raggiungimento della franchigia previdenziale di euro 5.000 sia di quella fiscale di euro 15.000.
Questo significa che i rimborsi spese forfettari:
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non sono reddito
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non sono soggetti a tassazione
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ma devono essere indicati nella Certificazione Unica.
Devono essere indicati anche sotto i 5.000 euro
Un errore molto diffuso nelle associazioni sportive è ritenere che i rimborsi spese forfettari debbano essere indicati nella CU solo quando si supera la soglia di 5.000 euro.
In realtà non è così.
Le istruzioni della Certificazione Unica non prevedono che i rimborsi spese forfettari siano indicati solo se superano i 5.000 Euro o se sono stati soggetti a contributi o imposte.
Questo significa che devono essere riportati nel punto 55 della CU anche quando l’importo è inferiore a 5.000 euro.
Ad esempio:
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rimborso forfettario annuo di 800 euro
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rimborso forfettario annuo di 1.500 euro
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rimborso forfettario annuo di 3.000 euro
In tutti questi casi il rimborso deve essere indicato nella Certificazione Unica 2026, anche se non vengono superate le soglie previste dalla normativa.
Perché i rimborsi forfettari devono essere indicati
Il motivo è legato al controllo delle soglie fiscali e previdenziali previste per il lavoro sportivo.
I rimborsi spese forfettari, pur non costituendo reddito, devono essere considerati nel calcolo di due limiti importanti:
La franchigia previdenziale di 5.000 euro
La normativa prevede una franchigia previdenziale di 5.000 euro.
Superata questa soglia per i lavoratori sportivi o per i volontari possono scattano obblighi contributivi nei confronti della Gestione Separata INPS.
Per verificare correttamente il superamento di questa soglia devono essere considerati, quindi, anche i rimborsi spese forfettari.
La soglia fiscale dei 15.000 euro
La riforma dello sport ha introdotto un regime fiscale di favore per i lavoratori sportivi dilettantistici.
I compensi percepiti sono infatti esenti da imposte fino a 15.000 euro annui.
Anche in questo caso, però, i rimborsi spese forfettari devono essere presi in considerazione nel calcolo della soglia.
Questo è il motivo per cui la Certificazione Unica prevede un campo dedicato alla loro indicazione.
Dove indicare i rimborsi nella CU 2026
Nel modello CU 2026 dedicato ai lavoratori sportivi sono presenti diversi campi specifici.
Tra questi:
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punto 53 → compensi totali corrisposti
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punto 54 → franchigia previdenziale utilizzata
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punto 55 → rimborsi spese forfettari
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punto 56 → imponibile contributivo
I rimborsi spese forfettari devono essere indicati nel punto 55.
Un esempio pratico
Immaginiamo un volontario sportivo che nel 2025 percepisce:
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1.500 euro di rimborsi spese forfettari
Dal punto di vista fiscale:
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i 1.500 euro non sono reddito
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non sono tassati.
Tuttavia devono essere indicati nella Certificazione Unica al punto 55.
Ai fini delle soglie, il totale da considerare sarà 1.500 euro
Conclusioni
La gestione dei rimborsi spese nello sport richiede particolare attenzione, soprattutto dopo la riforma del lavoro sportivo.
Possiamo riassumere la regola in modo semplice:
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rimborso spese documentato → non va nella CU 2026
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rimborso spese forfettario → non è reddito ma va indicato nella CU 2026
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i rimborsi forfettari devono essere indicati anche se inferiori a 5.000 euro
Una corretta gestione di questi aspetti consente alle ASD e SSD di predisporre correttamente la Certificazione Unica 2026 ed evitare errori negli adempimenti fiscali.